AI intelligenza artificiale hotel innovazione

Tante paure, articoli, creativi in rivolta, ma poi amiamo le comodità che ci offre la domotica, il nostro smartphone e Alexa!

I confini dell’intelligenza artificiale si espandono, aprendosi a territori sempre più interessanti da esplorare, la creatività umana ha un nuovo strumento, stiamo vivendo una rivoluzione tecnologica destinata penso a cambiare il mondo, le idee creative prendono forma attraverso un nuovo linguaggio che dalle parole si traducono in immagini, suoni, informazioni, dati o opere d’arte.

La grande domanda è se la creatività verrà danneggiata o favorita da questi strumenti.

Io credo che la risposta sia entrambe le cose.

Queste tecnologie non fanno che riproporre effettivamente i nostri standard, perché sono stati alimentati con il nostro mondo immaginifico.
Però penso anche che il compito dei creativi sia quello di cercare di farle deragliare, e non è assolutamente impossibile, del resto sono programmi che hanno possibilità sterminate, la sinergia tra estro e memoria visiva di varie correnti ci guida verso infinite possibilità di combinazioni per rappresentare alla lettera il testo di una canzone, o volgere lo sguardo verso il futuro dell’umanità.

Parlando d’arte, al MoMA di New York un’istallazione di Refik Anadol “Machine Hallucinations” presente fino al 15 aprile 2023, produce immagini e suoni in continuo mutamento che interagiscono con l’ambiente esterno stimolando irrazionalità e astrazione dando luogo ad un pannello in movimento.

Gli artisti stanno facendo i primi esperimenti, si stanno avvicinando a questo mondo, così fioriscono su Instagram un sacco di account di artisti che aprono account ufficiosi solo per questi esperimenti. Nel mondo della moda la ricerca del fotografo Eugenio Marongiu esplora il tema del twins, regalandoci gemelli dallo stile eclettico.

Rivoluzione for hospitality

E nel nostro mondo, quello dei comuni mortali, quali sono le innovazioni portate dall’intelligenza artificiale? Da non molto è nato Alexa Smart Properties for Hospitality, un progetto partito con mille dubbi ed incertezze ma che ad oggi ha lasciato sorpresi sia gli ospiti che gli albergatori, portando le interazioni uniche a più di 13 mila.

Di cosa si tratta? il dietro le quinte degli hotel sta cambiando moltissimo, sta beneficiando della tecnologia AI, un nuovo servizio che si inserisce in una più ampia trasformazione digitale che sta cambiando la gestione dell’accoglienza, questo nuovo servizio di Amazon è stato realizzato in collaborazione con Zucchetti Hospitality, con Sergio Farinelli, il CTO responsabile dello sviluppo tecnologico di Zucchetti hospitality.

Si tratta di un assistente virtuale nella stanza dell’hotel, il progetto prevede di fornire una serie abbastanza ampia di servizi all’ospite, sono circa 7 macro-funzionalità da quelle diciamo già utilizzate a casa, come accedere alla musica, alle previsioni meteo, informazioni sul traffico, a questo poi si aggiungono una serie di altre funzionalità specifiche per fornire informazioni all’ospite invece di contattare la reception, come per esempio gli orari della colazione o del ristorante, dove si trova la spa, come faccio a raggiungere la piscina, a quale piano è il ristorante, si accede così a tutta una serie di informazioni sulla struttura, quello che oggi otteniamo chiamando la reception.

La domanda viene posta al device che risponde velocemente in tempo reale, senza attendere.

Insomma, possiamo chiedere ad Alexa due asciugamani aggiuntivi, oppure se ci siamo dimenticati lo spazzolino da denti, lo possiamo chiedere direttamente al device, che si occupa poi di veicolare la nostra richiesta ai membri dello staff, addetti a quella specifica mansione. Quindi senza sovraccaricare le reception, le nostre richieste arrivano direttamente agli incaricati con una notifica scritta, o un messaggio vocale, oppure con notifiche push, sui loro device.

È possibile fare una segnalazione di eventuali guasti nella camera, per esempio non funziona una lampadina, non riesco a far funzionare il telecomando della tv, in questo caso lo diciamo ad Alexa, che inoltra il messaggio direttamente alla manutenzione, ovunque siano in giro per la struttura, intervenendo immediatamente.
Questi sistemi verranno utilizzati per una presa in carico molto più veloce delle richieste dei clienti, generando delle statistiche, che cosa richiedono, quali sono le loro esigenze più comuni, quali sono i malfunzionamenti che si verificano maggiormente nelle camere, dati che saranno utili per efficientare l’hotel, tutte cose che normalmente non vengono documentate.


Tornando al dubbio iniziale, l’intelligenza artificiale ci danneggerà o saremo favoriti dal suo contributo?
Voi cosa dite? Ne sapremo fare buon uso?

Pathos Comunicazione 4.0
Author: Pathos Comunicazione 4.0

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