Non deleghiamo il futuro agli altri, il futuro è nostra responsabilità.

Tutto sta nel vantaggio competitivo che si riuscirà a creare, un insieme di prodotti, servizi e comportamenti che creeranno valore aggiunto differenziando l’offerta nel mercato di riferimento.

L’accanimento verso la digitalizzazione, che sembra ormai una pratica irrinunciabile, non serve più a distinguersi in un mercato globale ormai ossessionato da questa funzione gestita dagli algoritmi.

Oggi più che mai, in questo frastuono fatto da ridondanti ADV strategici a volte anche poco etici, indirizzati alla manipolazione del consumatore, ci domandiamo se non è il caso di tornare ai valori veri, quelli intramontabili:

  • il valore della reputazione,
  • della pratica umanistica,
  • delle sinergie.

Trasformazioni in una proiezione futura

Occorre soddisfare uno scopo molto più ambizioso rispetto a quello del fatturato, cioè la capacità di reimmaginare un posto nuovo nel mondo in cui posizionare l’azienda, il coraggio di dare atto ad una trasformazione.

Trovare un potenziale senza limiti, definire nuove forme di valore, migliorare la mission futura invece di limitarsi ad una digitalizzazione di quello che è il tempo reale.
Le qualità richieste ai manager ormai sono mutate, l’abilità di ricerca di nuove forme di vantaggio competitivo è la dote più ricercata.

Per poter realizzare tutto ciò occorre essere pronti a tutto, compreso avere il coraggio di demolire i vecchi sistemi di competizione tra competitor, passando alla collaborazione e cooperazione tra partner allo scopo di creare nuovi ecosistemi inattaccabili.

Occorre trasformare il modello tradizionale d’impresa, i consueti schemi operativi, i gruppi di lavoro nei quali non si decide niente, composti dai soliti noti per spazio a leader dotati di capacità distintive, coraggiosi condottieri capaci di mettere in discussione le tradizionali metodologie a favore del cambiamento significativo. Leader impegnati allo sviluppo di una mentalità di squadra e di condivisione, promuovendo la fiducia nel collettivo e del lavoro di gruppo efficiente.

L’era della post-digitalizzazione

Nel prossimo futuro, era della post-digitalizzazione, sarà necessario introdurre nuove figure direttive non tradizionali che prenderanno il posto di quelle rituali, nuovi ruoli che si focalizzeranno sulle capacità indispensabili all’azienda per tenere fede alla nuova proposta di valore competitivo.

Le nuove cariche trasmettono di per sé messaggi, veicolano i concetti della mission e della visione aziendale nonché del cambiamento in atto. Prende piede una nuova forma di comunicazione.

Ecco che diventa determinante la scelta dei gruppi di lavoro, dei leader e dei dirigenti.

Valutiamo le capacità di gestione e di scelta del team poiché diverrà determinante il fatto che siano persone che pensano, vedono, sentono ed agiscono al di fuori degli schemi tradizionali. Nel prossimo articolo parlerò di come scegliere i componenti del gruppo di lavoro e del modo migliore di gestirlo.

Chi sono i migliori manager.

I migliori manager sono quelli che ispirano i collaboratori, aiutandoli al raggiungimento degli obiettivi volti alla trasformazione e al cambiamento dell’azienda in maniera fruttuosa.
Le tradizionali competenze dei leader come i master in direzione aziendale, non bastano più a garantire veramente il successo di trasformazione di un’azienda.

Come dicevo anche in un precedente articolo, per considerare come ottimo un manager, occorre che dimostri di essere capace a ricoprire con naturalezza diversi ruoli.
Nel corso di una giornata potrebbe ricoprire la funzione di mentore, allenatore, motivatore, confessore, giudice o giuria, lo sviluppo dell’empatia consentirà di affrontare tutte le sfide e le pressioni che derivano dalla responsabilità del ruolo nonché a condurre l’azienda nel mercato del futuro.

Concludendo…

Qualunque metodo di governance scegliate, accertatevi sempre che il gruppo dirigente senta la responsabilità e l’esigenza di una trasformazione, affrontando nel modo migliore le complesse questioni che deriveranno dal plasmare l’azienda del futuro, che siano in grado di abbattere la mentalità individualistica che ostacola la crescita, favorendo uno scopo comune creando valore aziendale in collettività.

Propongo un lavoro di riflessione per il team:

Invito a rispondere a queste semplici domande che consentiranno di capire come il vostro gruppo di lavoro sta lavorando, se sta sfruttando in maniera produttiva le riunioni. Un test da fare insieme a tutto il team, le risposte che ognuno darà potranno stupirvi, ma la cosa più importante sarà la presa di coscienza sul lavoro fatto e capire dove impegnarsi di più.

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Author: Pathos Comunicazione 4.0

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