Gruppo di lavoro Pathos Comunicazione

La vera innovazione ha luogo quando il nuovo prodotto fa morire il vecchio. [Connettere le menti per creare il prodotto del futuro]

L’esempio più clamoroso è quello dell’azienda che deteneva l’incredibile quota di mercato dell’ 80% negli Stati Uniti e di circa il 50% a livello mondiale. Fallita per non essersi rinnovata, non aver preso minimamente in considerazione l’esigenza di investire nell’innovazione.

Parlo della Kodak, ad oggi avrebbe potuto essere ancora un colosso come negli anni ’70 con Steven J. Sasson, il quale captando l’esigenza di un cambiamento, inventò nel 1975 la prima fotocamera digitale proponendola a Kodak.

Inverosimile, ma assolutamente reale, la proprietà e la direzione aziendale di Kodak risposero negativamente ad uscire con un prodotto che escludeva l’uso delle loro pellicole.

Continuarono a concentrarsi sul mercato delle pellicole fotografiche. (la classica litania “siamo all’apice, non cambiamo, abbiamo sempre fatto così”)

Con il tempo e l’avvento della nuova tecnologia digitale introdotta dalla concorrenza, le persone smisero di acquistare rullini fotografici e la Kodak, dopo varie traversie, fu costretta a dichiarare fallimento nel 2012, da una posizione predominante, con le quote di mercato più alte mai viste per 1 singolo prodotto.

Gli errori

Gli errori di Kodak furono quelli di non aver minimamente sviluppato:

  • la capacità di percepire rapidamente i cambiamenti
  • saper ascoltare chi magari l’aveva intuito,
  • la non risposta all’innovazione e al progresso
  • non prendere in considerazione le nuove esigenze dei clienti.

Le aziende possono arrivare al fallimento per non aver ascoltato non solo chi in azienda aveva uno sguardo più visionario della direzione aziendale, ma più gravemente per non aver voluto interpretare le esigenze di clienti.

Indubbiamente è molto difficile prevedere il futuro dei prodotti.

Per questo diventa importantissimo, soprattutto in una realtà come quella di oggi con la sovrapproduzione di milioni di prodotti, avvalersi di un team variegato e capace, con il quale organizzare appuntamenti cadenzati regolarmente, incontri nei quali poter parlare di tutte le novità dei competitor, analizzando i loro punti di forza ma principalmente i loro punti deboli.

Il segreto.

Prendere spunto da questi ultimi per uscire con prodotti che rispondono a quelle carenze, migliorando l’offerta, ascoltando nel contempo la soddisfazione o meno degli stakeholders.

E’ la conferma del ruolo fondamentale svolto dal lavoro di gruppo, specie se supportato e guidato da un consulente con la capacità di osservare gli sviluppi del confronto con l’obiettività che contraddistingue un collaboratore esterno, che accompagni l’azienda nell’analisi.

Un esempio sotto gli occhi di tutti è stato quello dell’I-phone che ha cancellato di fatto i settori merceologici, perché non rappresentava solo un telefono, ma era anche una macchina fotografica, un’agenda e quant’altro la clientela desiderasse senza sapere che stava arrivando sul mercato.

Soluzioni.

Una delle soluzioni più adottate per potersi rinnovare è quella di analizzare le problematiche dei prodotti competitor.

Sai qual’è una buona tecnica da provare quando risulta difficile identificare le soluzioni ad un problema sorto con un prodotto, oppure come dicevo mettere alla prova un prodotto competitor, in modo da produrne uno alternativo che possa guadagnare una buona quota di mercato?

Ecco qua, invece di pensare alle soluzioni dirette ad una problematica, cerca di identificare insieme a tutto il tuo team di lavoro, le eventualità che potrebbero peggiorare ulteriormente quella problematica.

Adesso inverti le eventualità emerse, troverai le soluzioni a cui non avresti mai pensato prima.

Come fare. Esempi pratici.

Invece di chiederti “Come posso risolvere questo problema?” Prova a chiederti: “Come potrei peggiorare il problema?

Questo confronto tra tutti i membri del gruppo di lavoro renderà il team più attivo, creativo e coinvolgerà i singoli in un modo nuovo.

Per prepararsi alla riunione rifletti attentamente sul problema, prova a scriverne il focus in alto su una grande lavagna.

Mettiamo il caso di un prodotto competitor che abbia avuto poco riscontro sul mercato poiché non ha soddisfatto le aspettative del consumatore.

Prova adesso a porti la domanda: “Come possiamo migliorare la soddisfazione del cliente?
Adesso inverti il focus del problema: “Cosa può rendere i clienti più insoddisfatti?”
Già si inizia a vedere con una nuova prospettiva che potrebbe rivelare alcune soluzioni.

Prima fase.

Solitamente alla riunione del team, se vengo interpellata, cerco il coinvolgimento di tutti in una divertente e produttiva sessione di “brainstorming inverso”.

Ognuno di loro attinge sia alla propria esperienza lavorativa, sia dall’esperienza personale da consumatore. Importante è incoraggiare la libera circolazione delle idee, dando vita a pensieri adiacenti, facendo in modo che le persone non siano portate a scartare nemmeno i suggerimenti ritenuti più improbabili.

Ecco solo alcuni esempi che mi vengono in mente relativamente a probabilità peggiorative alla problematica di un prodotto che ha perso quote di mercato:

  • Difficoltà produttive.
  • Difficoltà distributive, il prodotto non si trova regolarmente sugli scaffali per difficolta di consegna.
  • Le informazioni sulla confezione sono confuse
  • Il prodotto presenta difetti di fabbrica per una percentuale troppo alta.
  • Il prezzo non può essere rispettato poiché è stato fatto un calcolo sbagliato del Break Even Point o in italiano del Punto di pareggio (indica la quantità o il fatturato di prodotto venduto necessaria a coprire i costi fissi)

Quando la sessione di brainstorming si esaurisce, il team di lavoro ha una lunga lista di problematiche aggravanti, è il momento di osservarle tutte una per una per pensare a una potenziale soluzione.

  • Previeni la difficoltà produttiva investendo in….
  • Risolvi l’eventuale difficoltà distributiva giocando d’anticipo utilizzando…
  • Cerca di studiare subito bene il packaging con uno studio del copy chiaro e semplice…
  • Apri una sezione aggiuntiva di verifica di qualità del prodotto
  • Esegui un’attenta analisi dei costi e degli utili, determina il punto di pareggio proponendo un prezzo di vendita equo

Conclusioni.

Come hai visto, avere la capacità di vedere come potresti peggiorarli, fornisce una visione reale e concreta su come migliorarli prima che la problematica si presenti.

Spero di essere riuscita a offrirti nuovi suggerimenti su cui riflettere, mi farebbe piacere condividessi con me le tue osservazioni.

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Al prossimo articolo.

A presto.

Pathos Comunicazione 4.0
Author: Pathos Comunicazione 4.0

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