Già, il prefisso della parola bio-edilizia fa pensare subito e d’impulso all’agricoltura, all’alimentazione Bio.

Ma in verità possiamo riportare il concetto anche sull’edilizia ?

Certo che si. Con i nostri gesti progettuali proviamo a disseminare la cultura delle sostenibilità.

Con gli overshoot day consumiamo energie e risorse delle nostre generazioni future, proviamo almeno a progettare eco-responsabilmente!

Pensiamo al mondo come una mela, ed ogni giorno invece di sostenerlo gli diamo un morso, ecco…vogliamo davvero dare ogni giorno un morso al mondo fino al definitivo OVER ?

BioEdilizia significa progettare, costruire e ristrutturare un edificio rispettando le necessità dell’ambiente.

Sì perché l’ambiente ha delle necessità, mai come oggi impellenti.

Il ciclo di vita di un edificio

Trovo inutile continuare e riempirsi la bocca di paroloni, congressi, meeting sull’ecologia se poi non iniziamo davvero a progettare nel rispetto della natura.

La natura aveva creato un ambiente a circolo continuo, composto da più varianti e variabili che si compensavano e provvedevano l’un l’altro come una catena proiettata alla sopravvivenza di tutte le specie, ma non solo.

Beh noi siamo riusciti a distruggere molti di quegli anelli che creavano un perfetto equilibrio, lo sappiamo ormai, dal buco nell’ozono alla plastica che ci affoga.

Vi darò un’esclusiva, anche un edificio ha il proprio ciclo di vita.

Esso consuma energia durante tutto il suo ciclo di vita, dalla “nascita” e quindi dal reperimento delle materie prime per la produzione dei materiali da costruzione fino al momento della sua “morte” e dismissione.

L’utilizzo dell’edificio

La fase più critica è l’utilizzo dell’edificio da parte nostra: riscaldamento, climatizzazione estiva, illuminazione e produzione di acqua calda incidono fortemente sul consumo complessivo di energia dell’intero ciclo di vita.

Incentiviamo quindi il passaggio da concezione estetico-formale e quella energetico-funzionale !

Erudiamo le persone, le famiglie, facciamo capire loro che una costruzione in bioedilizia influisce positivamente e notevolmente sull’ambiente e di riflesso sui costi diretti e indiretti derivanti dai consumi.

Facciamo arrivare loro la percezione che l’architettura sostenibile ha come obiettivo la progettazione di edifici in grado di risolvere anche quest’aspetto.

Pensiamo al reperimento e il trasporto delle materie prime cioè alla loro trasformazione in semilavorati o prodotti finiti e il loro trasporto nel cantiere per l’utilizzo per la costruzione del fabbricato.

Torniamo al concetto del suo ciclo di vita, il periodo di utilizzo dell’edificio, con il funzionamento degli impianti e tutte le varie manutenzioni.

Per concludere con la fase più critica, la fine dell’utilizzo, la dismissione che porta allo smontaggio dei componenti e al loro reimpiego o alla discarica.

Ecco, se si riesce a progettare e costruire tenendo conto di tutti questi processi passaggi fondamentali possiamo senz’altro ritenere di aver ideato, progettato e costruito un edificio Green.

Iniziamo a rimboccarci realmente le maniche a progettare come si deve.

E non parlo solo di progetti “solo-per-chi-se-lo-può-permettere” o di magnifici boschi verticali che poi restano lì, solo per essere fotografati in improbabili selfie della serie “ci-sono-stato-ma-non-me-ne-fotte-beeeep”.

Belli per le copertine dei giornali riservati ad un numero ristretto di persone facenti parte di una cerchia di “noi-ci-abitiamo-perché-fa-figo” ma in realtà non sanno neanche fare la raccolta differenziata.

Cerchiamo di far arrivare il messaggio di bioedilizia alle famiglie, alle piccole imprese partendo proprio da chi progetta, architetti ed ingegneri.

Bioedilizia, come possiamo definire il suo vero concetto ?

I rifiuti di qualcuno possano diventare risorse per qualcun altro, punto.

E da qui partiamo per evitare gli sprechi e le esternalità, impariamo a pensare all’edificio non come oggetto a sé stante, slegato dall’ambiente e dal contesto, ma parte di tutto il sistema che vive ed interagisce.

Consideriamo gli elementi naturali come la terra, l’acqua, il vento, il sole e la vegetazione come materiali fondamentali del progetto.

  • Annulliamo o perlomeno limitiamo gli impatti negativi del costruire, per una vera sostenibilità.
  • Riconosciamo e sosteniamo l’importanza della ricerca sulle fonti di energia rinnovabili.
  • Miglioriamo le prestazioni delle nostre abitazioni: nel comfort abitativo, nel risparmio e nel rispetto dell’ambiente.
  • Usiamo materiali naturali, riciclabili, sostenibili. Provenienti da un’economia circolare vera, magari a km zero.
  • Ovviamente salvaguardiamo l’ambiente e di conseguenza le persone che lo vivono.

Nel prossimo articolo:

ARCHITETTURA IN PAGLIA: basso impatto ambientale, alta qualità abitativa.
CASA IN CANAPA E CALCE: “biologicamente pura”, resistente e inalterabile.

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