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Strategia di comunicazione – seconda parte.

Come si fa per far sì che la nostra strategia di comunicazione catturi l’attenzione degli utenti e si faccia spazio tra una miriade di altri contenuti e aziende?
Se ti stai ponendo queste domande, sei nel posto giusto.

In questo articolo esploreremo come creare una piano perfetto, come sviluppare una strategia vincente, tanto utile e vantaggiosa per l’azienda da metterla in una posizione di vantaggio rispetto alla concorrenza.

Prima di continuare però, ti consiglio (se ancora non lo hai fatto) di leggere il mio precedente articolo in modo da avere una panoramica completa sulle analisi aziendali, strategie di comunicazione e comprendere appieno tutte le opportunità che offrono all’azienda.

Avevamo visto come si sviluppa una buona strategia ed un buon piano di comunicazione partendo dalle analisi con il gruppo di lavoro.
Avevo concluso dicendo che come base di partenza occorreva definire i punti di debolezza e di forza dell’azienda e dei tuoi competitor, le opportunità e le minacce che arrivano dall’esterno.

Ma torniamo a noi. Come sviluppare una buona strategia di comunicazione?

Cominciamo!


Vediamo nel dettaglio tutti i passaggi.

Questa analisi aziendale è chiamata SWOT ANALYSIS, quella che porta alla determina delle scelte strategiche aziendali e del piano comunicativo. L’analisi aziendale è come una diagnosi, ogni azienda ha dei processi dove eccelle, o punti di forza, ed altri dove non ottiene risultati ottimali, ossia punti di debolezza, che la rendono inferiore ai competitor.

Nel piano di comunicazione il concetto è quello di far leva sui primi, punti di forza, per proteggere i secondi, punti deboli, in attesa di poterli ottimizzare.
Il core dell’analisi si esegue con il gruppo di lavoro, ben coeso e vario, in modo che almeno un elemento per settore sia presente (per esempio il responsabile di produzione, di approvvigionamento delle materie, della distribuzione, e così via). Tutti devono contribuire, rispetto alle loro competenze, rispondendo alle domande poste nell’analisi.

  1. Dove l’azienda è superiore ai concorrenti?
  2. Dove è vulnerabile?
  3. Quali sonno i suoi punti di forza, quali di debolezza?

Facciamola semplice

In pratica è come quando l’allenatore di una squadra deve stabilire quale tipo di gioco adottare. Se dispone di attaccanti molto veloci, più veloci rispetto alla squadra avversaria, allora potrà decidere di giocare di rimessa. Se dispone invece di giocatori alti ed abili nei passaggi, più alti della media ma soprattutto della squadra avversaria, potrà puntare su una strategia di gioco che diversa, tiri e traversoni in area, e così via.

L’allenatore, dopo aver studiato il team avversario, conoscendo i punti di forza della propria squadra, studia una strategia adeguata.
Questa modalità è appunto l’analisi SWOT in azienda.

Se per esempio emerge tra i punti di forza, che l’azienda vanta di una rete di vendita capillare ed efficace, potrebbe risultare una scelta vincente adottare una strategia di comunicazione che spinge il brand o un prodotto passando dal dettaglio, coinvolgendo i dettaglianti direttamente nel progetto comunicativo.
Diversamente, se l’azienda è debole nella rete di vendita, si preferirà puntare su larga scala ai principali canali di comunicazione, fisici e on line, puntando su contenuti di persuasione, tanto coinvolgenti da convincere il cliente finale a chiedere il prodotto al negoziante.

Vediamo ora come può essere svolta un’analisi aziendale corretta.


Lo scopo è combinare l’esame dell’ambiente interno ed esterno dell’azienda, definendo le minacce e le opportunità che emergono dall’analisi dell’ambiente esterno all’azienda, ed i punti di forza e di debolezza emersi dall’analisi interna.

Il responsabile della comunicazione che guida l’analisi ed il lavoro di gruppo, dovrebbe avere una lista dalla quale partire. Io per esempio ho una mia Check List, elaborata negli anni, che varia e si modifica a seconda dell’azienda con la quale sto lavorando. Dal settore di mercato nel quale opera, ed anche dal grado di approfondimento che vogliono dare all’analisi. In questa fase particolare dell’analisi gli “yes man” non sono graditi, poiché poco propensi ad essere propositivi, qui un articolo interessante su come NON selezionare il GDL.

Quello che conta è riuscire a determinare le caratteristiche di forza che la contraddistinguono, per le quali l’azienda ha conquistato una posizione di vantaggio che rappresenta un fattore di successo nel mercato, rispetto ai suoi competitor.
Questi punti saranno quelli cardine, dove la comunicazione implementerà e spingerà le migliori attività e tecniche comunicative.
Dall’altro lato, si dovranno individuare le debolezze che impediscono all’azienda di costruire i vantaggi competitivi, per poterli proteggere con azioni mirate, in attesa di recuperarli, ottimizzarli e migliorare quei punti deboli.

L’analisi con tutto il gruppo di lavoro dovrà essere estremamente obiettivo, i componenti del GDL dovrebbero essere il più possibile realistici, incisivi e sintetici. Durante il lavoro è sempre da non perdere di vista la valutazione dell’ambiente competitivo in rapporto alla concorrenza, conoscerla bene evitando considerazioni superficiali, evidenziando affermazioni più specifiche.

Partire dal concetto insomma che stiamo facendo una diagnosi che dovrebbe essere più aderente e veritiera possibile alla realtà, affinché si possa trovare la direzione giusta e sviluppare una strategia vincente.

Evitare liste inutili


Il rischio è sempre quello che si faccia troppa confusione, con dei punti inutili e liste interminabili, senza arrivare a valutazioni precise.
In una articolo precedente ho fornito diverse matrici di lavoro per analizzare il GDL, se è più o meno efficiente, se abbiamo scelto gli elementi giusti per comporre il nostro gruppo.

La strategia di comunicazione sarà scaturita dal connubio di tutti i fattori emersi dall’analisi aziendale, che allineati si tradurranno in specifiche attività di comunicazione, con le relative risorse allocate.

Adesso tocca a voi, provate ad analizzare la vostra azienda con questa matrice di lavoro, se avrete bisogno di qualche suggerimento io sono qui, nella chat, parlare con me è facile!

Pathos Comunicazione 4.0
Author: Pathos Comunicazione 4.0

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