Domande e risposte di un’intervista che mi racconta al 60%, all’altro 40 pensateci voi.

 

Sandra Gambassini chi sei?

Serata ECV Group oggi Human Company

Una donna innanzitutto, una donna che ama lavorare ed ama i suoi lavori, si perché di lavori ne ho fatti di diversi.
<< Ma qual’è il MIO lavoro ? >> mi son chiesta ad un certo punto.
Mi piacevano tutti, dal campo immobiliare dove ho lavorato dal 2006 al 2012, al settore del turismo, ho gestito attività turistiche per 10 anni come il mio buon diploma e la mia iscrizione alla camera di commercio mi suggerivano.
Ma mi piaceva anche l’ultimo incarico, quello più recente, come responsabile presso la Human Company, al tempo ECV Group.

Ho vissuto varie esperienze professionali ricoprendo più ruoli, ma cosa avevano in comune tutte queste attività ?
La comunicazione. Non potevo fare a meno di essere comunicativa, con tutti i mezzi e gli strumenti che conoscevo, ed anche con quelli a me poco conosciuti, visto che la mia più spiccata propensione era quella alla curiosità.
Così ho trovato la risposta alla mia iniziale domanda << Ma qual’è il MIO lavoro ? >>
Ho deciso di iniziare una nuova avventura, difficile ma entusiasmante ed ecco che è nato Pathos comunicazione 4.0.

Dimmi che cosa fa Pathos comunicazione 4.0?

Volevo che spiccasse soprattutto il fatto di poter emozionare. Così, come dice il nome, faccio comunicazione procurando pathos, emozioni, mi sono resa conto che un’azienda perché abbia successo è fondamentale che comunichi con passione, che sappia suscitare emozioni, una comunicazione con contenuti originali e innovativi. Da questo concetto la decisione che la mia attività avrebbe preso il nome di Pathos comunicazione 4.0

Quando hai preso questa decisione?

L’anno scorso di questi tempi. Come dicevo prima ho sempre lavorato a contatto con le persone, clienti o utenti che fossero, ma avevo voglia di fare qualcosa di più. E’ molto difficile quando ti trovi all’interno di una grande azienda essere ascoltati seriamente, quindi quale migliore cosa crearne una mia? E molto coraggiosamente la mia avventura è iniziata.

Dove lavori, dov’è la tua base operativa?

Mi sto dividendo fra Emilia e Toscana come sedi di lavoro, ma in verità lavorando con il portatile ed una connessione internet mi ritrovo a lavorare in ogni luogo possibile ed immaginabile, in qualsiasi momento e con orari più disparati.
Per me la domenica può diventare il giovedì e viceversa, lavorando in proprio i miei orari sono diventati molto flessibili e la mia azienda sta diventando “liquida”. Tra i miei collaboratori non ci sono capi, porte chiuse o idee che siano blindate, tutto è condiviso, la fusione dei cervelli la chiamo io !

Come operi quando un cliente ti contatta?

Per prima cosa chiedo un appuntamento face to face, preferisco un contatto e un impatto diretto perché solo con “il linguaggio del corpo” si può capire se c’è sintonia.
Nella maggior parte dei casi infatti si incontrano due tipi di imprenditori, quelli privi totalmente di conoscenza digitale e quelli che essendo abilissimi nel loro lavoro pensano che l’approccio al digitale non presenti particolari segreti per loro.

Occorre una buona dose di psicologia per comprenderli tutti ed adeguarmi al loro linguaggio, perché solo parlando lo stesso linguaggio sullo stesso piano si riesce a comprendere la persona che hai di fronte.
Dopo il primo impatto comincio con le domande, a volte spavento lo so, ma ho bisogno di tutti i più piccoli particolari e informazioni relative all’azienda che andrò a “sezionare”. Solo dopo arriva il lavoro di progettazione che si conclude con una proposta articolata di come ritengo si debba procedere.
Per evitare che i clienti più dubbiosi restino perplessi davanti ad un progetto finale tendo sempre a coinvolgerli durante lo studio del progetto, così evito le perplessità dell’ultim’ora.

Qual’è l’obiettivo che ti poni quando presenti un progetto?

Originalità, efficacia e crescita del Brand aziendale. E quando leggo entusiasmo negli occhi del mio cliente per me è il segnale che siamo in perfetto allineamento e sintonia, e vi assicuro che non è poco.

Perché il cliente potenziale dovrebbe scegliere il tuo progetto, fra tanti altri?

Sono maniacale nelle mie attività e non mi piace arrivare seconda per cui trasferisco questa caparbietà anche nel progetto, il mio cliente deve distinguersi e diventare un punto di riferimento nel suo settore. E soprattutto deve essere felice, voglio che sia veramente felice a prescindere dall’entità dei risultati che si era prefissato

Avrei altre 1000 domande, ma vorrei che i tuoi lettori le facessero al posto mio.

 

Pathos Comunicazione 4.0
Author: Pathos Comunicazione 4.0

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